Cinquanta porti e approdi chiedono organizzazione e prospettive di lavoro. Professionisti e istituzioni a confronto sullo sviluppo della pesca professionale
La costa della toscana oltre ad essere la culla del turismo balneare, ha creato, nel corso degli anni anche un'interessante attività legata alla pesca professionale che conta su circa cinquanta fra porti ed approdi per i quali associazioni e istituzioni stanno tracciando le linee di sviluppo.
L'argomento è stato al centro del convegno I porti della Toscana, Proposte, progetti e realtà per la pesca che si è tenuto venerdì 25 novembre nella giornata di apertura di Mondo Pesca a CarraraFiere.
L'iniziativa, che ha visto una larga partecipazione di operatori, è stata l'occasione per un confronto a tutto campo, con istituzioni ed amministratori, fra i quali Paolo Pacini, assessore all'Agricoltura, Pesca e Turismo della provincia di Livorno che ha coordinato i lavori.
L'obiettivo finale è quello di realizzare, all'interno dei porti, strutture adatte ad accogliere imbarcazioni che svolgono pesca professionale.
Nel corso dlel'incontro sono stati illustrati quattro progetti, tutti con caratteristiche e stati di avanzamento diversi ma mirati a dare risposte alle richieste dei professionisti attraverso una stretta collaborazione fra associazioni di categoria e amministrazione regionale.
Nel corso dei lavori sono stati presentati progetti che hanno come denominatore comune l'organizzazione, il consolidamento, e lo sviluppo delle strutture portuali migliorando le presenze dei professionisti che costituiscono un valore aggiunto importante per le economie locali.
I progetti illustrati riguardano i porti di Follonica, Piombino, Cecina e Viareggio tre dei quali ormai in fase di avanzata realizzazione dove, al termine dei lavori, saranno disponibili strutture permanenti nelle quali oltre alla fase di commercializzazione del prodotto ittico locale, sarà possibile usufruire di servizi e di punti di degustazione del pesce pescato daghli operatori locali.
Commercializzare il pescato locale all'interno di strutture adeguate significa, secondo i professionisti del settore, dare valore al prodotto ittico rispettando la tradizione della pesca che però ha la possibilità di rinnovarsi sfruttando anche le opportunità offerte dalla pesca turismo durante i periodi previsti.
"Le associazioni chiedono di proseguire nel miglioramento dei porti nella regione - dice da Roberto Manai consigliere del Ce.S.I.T. il centro per lo sviluppo ittico toscano - e su questi interventi chiediamo di esprimere il nostro parere per realizzare interventi condivisi che consentano di migliorare la portualità regionale "
Le iniziative curate da Ce.S.I.T proseguiranno sabato (ore 10, sala Canova) con Lo stato dell'arte della Pesca in Toscana: la risorsa, i mestieri, il governo del settore. Il trittico programmato dal centro si concluderà con "Insieme per un governo sostenibile delle risorse del mare - Opportunità di fare sistema all'interno delle regole che governano l'economia ittica" coordinato da Niclo Vitelli, con contributi da parte dei Gruppi di Azione Costiera (GAC) di altre realtà nazionali della pesca professionale, per definire linee di azione comune e proposte di sviluppo finanziabili con fondi europei. (dalle 15.00, Sala Canova). delle sue tradizioni e specificità.
Ufficio Stampa CarraraFiere
Lorenzo Marchini
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